
Bella Addormentata – Marco Bellocchio – 2012
Il sonno del risveglio: Bellocchio e la sua bella addormentata
Un politico in crisi di coscienza all’alba del voto in Senato per la legge a sfavore dell’interruzione della nutrizione artificiale. Sua figlia, attivista cattolica, protesta davanti alla residenza sanitaria dove è detenuta l’Englaro, ma si ritroverà innamorata di un ragazzo laico che le farà rivedere le sue posizioni.
Una ex attrice di grande successo che ha dimenticato la propria vita inseguendo con caparbia e preghiera il risveglio della figlia ormai in coma profondo da anni. E infine una tossicodipendente ricoverata in un ospedale che invece della vita preferisce la strada opposta. Ma deve scontrarsi con il suo medico (ndr. Interpretato dal figlio di Bellocchio) che con tutte le forze lotta contro l’auto –annullamento della ragazza.
Belocchio in questo film fa dell’Englaro solo una figura fantasma: c’è ma non si vede mai. Se ne parla ma non la si racconta mai direttamente. Ma la sua vita è inesorabilmente insita nelle storie che narra.

Bellocchio apre il dibattito e pone lo spettatore- cittadino ad un bivio
La Vita. La Morte. I Risvegli. Un Tunnel. Bellocchio in quest’opera fortemente controversa fa il trapezista a piccoli passi, attento a non sbilanciarsi troppo, e dimostra di tenersi perfettamente in bilico.
“Bella addormentata” è il film che riapre una ferita di una pagina italiana dai forti constasti: la lotta, le polemiche, l’accanimento (mentale e fisico) per la diatriba generata dal caso Englaro.
Un paese che si ritrova tutt’ora spaccato a metà: sostenitori dell’accanimento terapeutico e propugnatori dell’eutanasia. Gli ultimi tre giorni di vita di Eluana Englaro, diventano così la miccia per i roghi di opinione nelle strade, nelle piazze, nelle case e tra le aule di Montecitorio.
Ecco. L’accanimento terapeutico. E l’eutanasia. Il regista sembra non voglia scegliere nessuna strada di fronte a questo bivio. Lascia ascoltare le storie e sentire le immagini. Anche se lascia trapelare qualche sfumatura: l’eco della coscienza dell’essere umano, mai silenzioso e taciturno, la libertà di scelta, negata o propugnata e di come di fronte a al bianco e nero della vita e della morte non ci sia mai una scelta discutibilmente giusta o perfettamente sbagliata ma convivano insieme e sempre le diverse sfumature del grigio.
Voto 7.5/10
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