Il porto delle nebbie

Il porto delle nebbie – Marcel Carné – 1938

Un noir in vera regola, datato 1938

Jean è un militare sconsolato e depresso giunto senza soldi e con molta fame a Le Havre, porto della Normandia. Non sa esattamente dove deve andare né chi vuole essere d’ora in avanti, sa solo che non vuole tornare nell’esercito: ha deciso di essere un disertore e non vuole tornare indietro nella sua scelta. Nonostante la sconsolazione che lo circonda perentoriamente le persone che incontra iniziano a prodigarsi per dargli una mano: un autista incontrato per caso sulla strada, un barbone senza soldi e con più voglia di bere che di dormire, un cane che decide di seguirlo fino alla fine del film, un pittore depresso senza più voglia di vivere ed il proprietario del “Panama”, l’osteria dove farà l’incontro che gli cambierà l’esistenza con Nelly, giovane inquieta e desiderosa di un riscatto dalla sua infelice esistenza.

Il porto delle nebbie è strutturato secondo un vero noir, con protagonisti maledetti e una narrazione mai come prima d’ora così realistica. Se le inquadrature fumose e liriche, dettate anche da un suggestivo bianco e nero sembrano tendano ad un’atmosfera quasi sognante, il film è tutt’altro che poetico.

La nebbia, meschina, ingannatrice e traditrice è il destino e l’emblema della dura realtà

In realtà non è alla spensieratezza, all’ happy ending e alla felicità che puntano Carné e Prévert (regista e sceneggiatore di questo capolavoro del realismo poetico) ma semmai a dare un messaggio completamente diverso: sofferenza, dolore e tragedia. Per ricrearla alla perfezione intervengono i personaggi di Zabel, un vecchio commerciante dalla favella accesa ma enigmatico e sordido e Lucien, giovane malavitoso e violento che dalla propria umiliazione pubblica fa generare la tragedia finale.

Simbolico, poetico e realista. Il porto delle nebbie non lascia niente al caso. Ogni situazione ed elemento inserito all’interno del film è e vuole significare ed indirizzare ad un messaggio preciso: il “porto” è una via di fuga e mai come in quegli anni rappresentava anche l’evasione da un’Europa diventata a tutti gli effetti opprimente, senza futuro ormai pericolosa e arida ed infine la nebbia, meschina, traditrice e ingannatrice, emblema della dura realtà che smonta i sogni, nonostante si abbia già in tasca un biglietto per un viaggio dall’altra parte del mondo che può cambierà la vita.

Voto 7.5/10

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