
Lady in the water – M. Night Shyamalan – 2006
La perfetta fiaba dei giorni nostri
All’interno di “The Cove” un tranquillo residence di Philadelphia, una notte, misteriosamente, dalle acque della piscina interna emerge una strana creatura dai capelli rossi. E’ una narf, una splendida creatura del mondo acquatico. Sarà Cleveland Heep, il custode e tuttofare del residence a scoprirla ed ad aiutarla, insieme agli altri condomini, dall’attacco delle creature malvagie che in qualche maniera sembrano aver deciso di compromettere la salvezza dell’intero mondo.
C’è un ingranaggio perfetto in questo film che si trasforma scena dopo scena in una perfetta fiaba dei giorni nostri. Personaggi, funzioni e intrecci seguono perfettamente lo schema di Propp. Sicuramente il linguista russo lo avrebbe caldamente consigliato!
La bellissima creatura dai capelli rossi che esce dalle acque (non propriamente così azzurre, ma dobbiamo lavorare di immaginazione come fosse realmente una fiaba e non la grigia realtà metropolitana), le creature malvage e imperscrutabili intessute tra i fili d’erba, un gruppo di ignari condomini che si scoprono essere validi cavalieri al servizio della salvezza dell’umanità. Protagonisti ed antagonisti, ruoli, l’equilibrio iniziale che si frantuma per poi ricomporsi alla fine, prove e tranelli ed un’impresa da compiere. Tutti gli elementi simbolici di una fiaba e le sue strutture narrative sono, qui, trasportati nella realtà, per contaminarla, per modificarla. Minuto dopo minuto sotto i nostri occhi.

Shyamalan con Lady in the Water ci inquieta, ci fa fantasticare, ci incanta
Shyamalan ha la capacità di gestire le immagini sotto i nostri occhi con sapiente maestria. Il più delle volte per inquietarci perché sembra che solo tramite quest’inquietudine diffusa possa mettere lo spettatore – uomo davanti a delle domande. In Lady in the water tenta di fare di più. Ci inquieta ma ci fa anche fantasticare, incantare.
Presenti anche gli elementi sociologi tipici del suo cinema riscontrabili in varie sue produzioni: la paura che si insinua nel gruppo atta a creare complicità tra i suoi elementi, l’unione delle forze della comunità per combattere un “nemico” comune ed infine la pretesa dell’uomo di liberazione/ emancipazione da parte delle forze oscure della natura.
Da vedere in un momento di disincanto, per farci scuotere dal nostro torpore.
Voto: 7.5/10
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