The Addiction – Vampiri a New York

The Addiction, vampiri a New York –  Abel Ferrara – 1994

Una favola nera in una New York meschina e disperata 

Sete di conoscenza, voglia di succhiare il meglio dalle grandi menti e di addentare fino in fondo ciò che sta dietro agli elucubranti dilemmi morali della nostra storia. Nella testa di Kathleen, studentessa di filosofia morale  in attesa di laurearsi, che sulle sue elucubrazioni sull’eternità del Male cita anche Husserl e Kierkegaard, si affollano pensieri alti e profondi ma una sera, l’incontro con una strana donna all’interno di un vicolo buio le cambierà la vita. Un fugace morso sul collo ed il morbo del vampiro inizierà a scorrere anche in lei, infettandola inesorabilmente.

La trasformazione si insinuerà non solo all’interno della sua carne, ormai morta ed in putrescenza, ma si anniderà soprattutto all’interno di sé stessa, trasformando questa candida ragazza alla ricerca delle radici dell’odio dell’umanità in un vampiro in continuo andirivieni tra desiderio, impulsi egoistici, peccato e malvagità. Neppure l’incontro con la raffinata filosofia a base di digiuno, astinenza e meditazione del vampiro Peina (un algido e penetrante Christopher Walken) riuscirà a sovvertire il naturale ordine delle cose.

Una metafora insanguinata della dipendenza 

Il sangue anelato dai vampiri è solo una metafora della vera dipendenza di quei terribili anni: la tossicodipendenza ed il desiderio di una dose. Anche se questa giunge da una siringa già infettata da un barbone: l’attrazione spasmodica è palpabile più che mai e non può esimersi dal contagio, silente e odiosamente perfetto.

Al centro di questa favola nera dai risvolti formativi e didattici che viene per comodità classificata come un horror, ma che in realtà prende in prestito gli stilemi del genere, li aggiorna e li rivoluziona completamente, vi è un profondo e filosofico viaggio all’interno dell’astinenza, del dolore, della sofferenza che però lascia spiragli per una possibile redenzione finale. Ferrara disegna, scena dopo scena, un tunnel di disperazione che prende le sembianze delle stanze buie dei primi film horror degli anni 20 ma che in realtà ha le forme di una New York moderna in bianco e nero, brillante e borghese ma allo stesso tempo capace di tirare fuori il suo lato più meschino e disperato.

Voto 8/10 

#dipendenza #sofferenza #disperazione

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