
Vogliamo anche le rose – Alina Marazzi – 2007
Voci di donne che chiedono diritti, autonomia e libertà
Vogliamo il pane, ma anche le rose. E’ ciò che ripetevano le operaie del Massachusetts nel lontanissimo 1912 citando Rosa Luxemburg. Anita, Teresa e Valentina, le voci delle donne raccolte dalla Marazzi sognano soprattutto le rose in quest’Italia degli anni 60 e 70 purtroppo ancora spinosa e retrograda. Si battono per veder riconosciuti diritti ancora lontani, sperando di conquistare la propria autonomia dalla famiglia ma anche dalle istituzioni, dalla società. Ma soprattutto desiderano e amano con freschezza.
La forza di questo film – documentario è fondamentalmente il suo essere “vero”. Le frasi – riportate dalla voce di tre splendide attrici italiane – provengono dai diari privati di queste giovani e sono unite ad immagini di repertorio, filmini di famiglia, inchieste e dibattiti televisivi oltre che a psichedeliche pubblicità ed animazioni dell’epoca. La Marazzi esalta audacemente la storia italiana degli anni Sessanta e Settanta, quella del cambiamento, della liberazione sessuale, del movimento femminista, arricchendola con l’intima essenza emotiva ed esistenziale di una generazione di donne coraggiose che intrapresero un cammino verso l’emancipazione, per se stesse e le generazione a venire.

Una generazione che ha provato a cambiare quello che non funzionava
Anita vorrebbe scoprire l’amore, il sesso, la libertà ma è inibita dai dettami della cultura borghese milanese di cui fa parte e da cui non può sottrarsi.
Teresa invece a soli vent’anni è rimasta incinta e gestire una gravidanza fuori dal matrimonio all’interno di una famiglia meridionale trasforma il sogno di maternità in qualcosa di terribile, pauroso. Decide così di abortire – illegalmente. Arriverà infine a Roma e sfilerà con le compagne del collettivo per quel diritto che a lei è mancato.
Valentina invece è una militante femminista, attivista ma ingabbiata nel conflitto tra passione politica e passione amorosa.
Tre donne diverse, tre testimonianze differenti ma un’unica visione di una generazione che ha provato a cambiare ciò che non funzionava in questa giungla mediterranea. Sono stati i vent’anni decisivi per tante leggi a favore della donna, anni fondamentali per i traguardi e i diritti, sono stati gli anni e le donne a cui noi oggi dobbiamo dire ancora grazie.

Voto 8/10
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