
Sperimentatore, Ispiratore e Temerario. Ed ancora Eclettico e Visionario. David Lynch arriva con la sua valigia di sogni, incubi e visioni nella ordinata provincia lucchese, scuotendo i ritmi quotidiani ed infervorando l’apertura della decima edizione del Lucca Film Festival.
Conferenze illuminanti dedicate alla Meditazione Trascendentale – pratica che Mr. Lynch continua interrottamente da 40 anni – vibranti sinfonie orchestrali omaggio al talentuoso Badalamenti e intense conversazioni di cinema. Lynch è a suo agio, conversa amabilmente ma senza mai sbottonarsi, soprattutto quando qualcuno chiede maggiori dettagli sui suoi film. Gesticolando (si)racconta davanti ad una folta schiera di fan, arrivati da tutta Italia per aver la possibilità di incontrarlo anche solo per un secondo. Incalzano le domande, le curiosità, la voglia di comprendere cosa si cela dietro a quella mente acuta e singolare…

“Vedo il cinema come una quadro in movimento. Il cinema è suono e movimento che viaggiano insieme. Unisce le sette arti, in lui convivono suono, musica, danza, fotografia e luce. E nel cinema l’importante è che tutti gli elementi convivano insieme. E quando questi si sposano insieme, il tutto diventa meglio della singola parte. E l’insieme diventa magico”
Il Cinema è innanzitutto il Veicolo, lo strumento per realizzare le idee, per mostrare queste sensazioni intangibili, queste intuizioni che in Lynch viaggiano vorticose in mondi paralleli e che lui, con somma maestria, porta nella nostra dimensione, per creare un dialogo, una transazione.
“Dentro ogni essere umano c’è un campo di energia infinita, una creatività illimitata. La cosa più importante è avere un idea: noi non la creiamo ma la peschiamo. Un’idea di cui ci si innamora, e a cui rimanere fedeli fino alla fine. La sceneggiatura è l’organizzazione delle idee. Quando lavoro ad una nuovo progetto, mi vengono sempre idee frammentate che solo in un secondo momento si uniscono insieme”.
Qualcuno azzarda qualche domanda sulla sua collaborazione con De Laurentis.
“Dino è simpatico, mi ha insegnato a fare l’unico piatto che so cucinare. I rigatoni! Ma dopo la nostra collaborazione ho capito che non bisogna mai scendere a compromessi: bisogna avere sempre l’ultima parola e la libertà creativa. A lui avevo lasciato il final cut per “Dune” ed è una scelta che non ripeterò. Non sono stato soddisfatto del lavoro finale”.

“David Lynch Lost Vision – L’indiscreto fascino dello sguardo” è invece il titolo della grande mostra organizzata a Lucca dedicata agli altri e poliedrici “progetti artistici” del maestro americano: istantanee in bianco e nero , litografie, spot pubblicitari, clip musicali ed interviste. Accanto a sperimentazioni al limite dell’assurdo (degne della fama dell’autore) si trovano anche prodotti assai commerciali e atipici per Lynch come spot pubblicitari dei brand più famosi.

A conclusione dei due giorni c’è stata la consegna del premio alla carriera. Che aggiunge anche una speranza a tutti quei fans che aspettano da anni il sequel di Twin Peaks. Con audacia il professor Menarini, presente alla serata, azzarda la spinosa questione, e Lynch, con caparbia ironia lascia solo un, significativo spiraglio..
“Questa è una domanda trabocchetto…Ho sempre detto che mi piacciono le storie che continuano, innamorarsi di un mondo e poterci andare sempre più in profondità. Quindi c’è sempre una possibilità… Aspettate e vedrete”.